Thalassa: avventure OSR nei miti ellenici

Il mondo OSR, che abbiamo introdotto in questo articolo, è un ricco sottobosco di nuovi giochi o, semplicemente, di riproposizioni di regole simili in un differente contesto narrativo (i cosiddetti “hack”) che, a volte, propone materiale di particolare interesse culturale: è il caso di Thàlassa, gioco basato sui miti ellenici, che vedrà un gruppo di eroi definiti da forza (Kratos), abilità (Teknè) e controllo (Thumos), armati di spade (Xiphos) e magie (Eukhé e Goïteia), avventurarsi nel mediterraneo (Thàlassa) sotto l’occhio vigile di un arbitro (Odigós)
Ne parliamo con il suo creatore, Roberto “Zeruhur” Bisceglie.

Ciao Roberto! Raccontaci, come hai cominciato a creare giochi di ruolo?

Nel 2019 ho riscoperto il gioco di ruolo dopo quasi dieci anni, dopo averlo abbandonato alla fine degli anni universitari. All’inizio volevo proporlo al mio gruppo di amici con cui capitava di giocare da tavolo ed escape games (e anch’essi con un passato di “ruolatori”), ma dopo una prima sessione fallimentare e lo scoppio della pandemia non c’è stata più occasione. Sempre la pandemia mi ha fatto scoprire il mondo OSR con la sua forte spinta “do it yourself” e regolamenti completamente diversi come Risus e Freeform Universal, anch’essi caratterizzati da comunità molto attive.
Quindi è stato naturale iniziare a cimentarmi nella stesura di materiali e house rules varie, a giocare con le probabilità dei tiri e sviluppare regolamenti molto “leggeri”. Non ho mai amato la crunchiness di D&D 3.5, che anche quando giocavo all’università era preso dal mio gruppo più come riferimento che come manuale, finendo per giocare in modo freeform. Da qui ho sviluppato la mia predilezione per regolamenti con poche regole, molto “ruling” (aggiudicazioni contestuali al tavolo) e una forte sperimentazione.

I miei primi tentativi sono stati legati al mondo di Traveller e al suo retroclone gratuito Cepheus Engine, cercando di desumerne un regolamento generico e universale, con l’altisonante nome di 2d6 Essentials. Da lì ho preso il vizio e finora ho pubblicato ben sette sistemi/regolamenti nel giro di poco più di un anno.

E poi a un certo punto hai partorito l’idea di Thalassa. Perché proprio Thalassa? Come nasce questa idea?

Ho sempre amato l’idea dietro Mazes & Minotaurs: una versione della mitologia classica di Dungeons & Dragons, data gratuitamente alla comunità di gioco.In parole povere, è geniale.

M&M inizia con un presupposto ucronico: e se Gygax e Arneson avessero deciso di usare la mitologia greca antica come ispirazione invece della letteratura fantasy per creare Dungeons & Dragons? Ora il mondo (del gioco di ruolo) sarebbe così diverso! Qualcuno ci ha costruito un intero regolamento su questo presupposto che è qualcosa di diverso dalla solita campagna “elfi & nani bloccati in un dungeon sotterraneo”.

Ma M&M rimane sostanzialmente un retro-clone della famiglia OD&D/BX, leggermente modificato. Un altro aspetto che non mi piace è il mondo secondario di Mythica come sua ambientazione principale.

Ma che dire di un gioco di ruolo basato sulla mitologia greca, ambientato in una “versione mitica” del vero mondo antico e più agile di M&M?

Ci sono alcune regole basate sulla mitologia classica, una è un breve libretto chiamato Mediterraneo, pubblicato in Italia più di 20 anni fa. Ma il tema non è sicuramente così comune come uno che è cresciuto con la mia eredità culturale si aspetterebbe.

L’idea era quella, insomma, di contribuire a un “fantasy mediterraneo” che non avesse le radici nordiche o orientaleggianti dell’epic fantasy o della sword & sorcery.

Per attuarlo, mi sono avvalso del System Reference Document di Cairn, un regolamento minimale senza classi che ben si confà alle mie inclinazioni, ma che soprattutto ha l’enorme pregio di essere rilasciato sotto licenza Creative Commons, che promuove il concetto di “cultura libera” cui sono molto legato. Inoltre Cairn ha un’affiatata comunità di gioco che è stata di grandissimo supporto nello sviluppo di Thálassa.

Thálassa è la mia proposta per giocare i miti omerici e alla fine si distanzia parecchio da Mazes & Minotaurs (che per sua natura è più “gonzo”). Pensavo tutto sommato che fosse troppo particolare e circostanziato per attirare pubblico, ma complice il Bundle for Ukraine ho avuto qualche migliaio di download e spero proprio che qualcuno lo porti effettivamente al proprio tavolo.


Il gioco è ricchissimo di richiami alla terminologia classica, alle culture e mitologie del mediterraneo antico….

Qui in Italia è abbastanza usuale, andando al liceo, che si cresca assorbiti dalla letteratura greca e latina. Personalmente, non solo ho frequentato il liceo scientifico, ma sono in qualche modo cresciuto accompagnato dalla mitologia greca da quando mia madre mi comprò un’antologia di miti classici per bambini in tenera età: le fatiche di Ercole, Deucalione e Pirra, Il sacrificio di Ifigenia… sono storie potenti che finiscono per imprimersi nella corteccia cerebrale di una giovane mente. Poi alle medie studiai l’Iliade e l’Odissea con tutte le loro storie collegate. La mia insegnante di letteratura, vedendo che ero appassionato di mitologia, mi assegnò un’antologia di mitologia greca quell’estate. Io pregai in ginocchio i miei di regalarmi il monumentale “Miti Greci” di Robert Graves l’anno successivo. Per farla breve: conosco abbastanza bene la mitologia classica.

Con Thálassa però il focus non voleva essere un pastiche alla Hercules o Xena, ma qualcosa di profondamente radicato in un perimetro molto preciso: il mondo Omerico con la sua geografia, Esiodo e la sua cosmogonia, Pseudo Apollodoro e la sua Biblioteca di miti greci, dalla Titanomachia a Ercole e gli Argonauti. Una scelta molto forte: niente fonti successive come le Metamorfosi d’Ovidio o l’Eneide di Virgilio e nulla di prettamente storico. Su questo sono stato molto chiaro con chi, nella comunità di Cairn, lo definiva un “Bronze Age hack”: è un gioco a sfondo mitologico. Mi piacerebbe tremendamente essere in grado di scrivere un GDR sull’Età del Bronzo, ma non è il mio campo. Dall’Età del Bronzo ho solo preso ispirazione per l’equipaggiamento e le armi, quelle che ti aspetteresti descritte nell’Illiade.

La mappa di Thálassa è proprio un’interpretazione del mondo Omerico, come si nota dall’assenza della penisola italica e dalla forma della Trinacria. Sono stato fortunato a scovarla in “A General History for Colleges and High Schools” by P. V. N. Myers. un testo di geografia di fine Ottocento.

L’unica licenza che mi sono permesso di prendere è quella sulla magia: nei miti omerici si parla di pharmaka come arte magica legata alle erbe e specificità di divinità minori come Circe. A me però serviva qualcosa di “giocabile” (anche se in futuro forse pubblicherò un piccolo supplemento per giocare con i pharmaka, complice la lettura dello splendido Circe di Madeline Miller). Quindi mi sono rivolto a dei saggi come Magic in the Ancient Greek World di Derek Collins e ai Papiri Magici Greci, che sono molto successivi e di origine egizio-ellenistica, da cui ho tratto la lista dei 30 incantesimi. Per giustificarli, ho spiegato che nel mondo di gioco questo tipo di magia viene dall’Egitto e può essere imparata da chi viene da lì o vi ha studiato. L’idea invece della magia per “invocazione e intercessione divina” viene invece da M&M, anche se in Thálassa non è solo appannaggio dei sacerdoti (i chierici di Mazes & Minotaurs), ma di tutti.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

Sto mettendo a punto Plerion, un altro hack di Cairn, basato sulla fantascienza denominata space opera, ovvero quella rutilante e avventurosa e spesso in barba alle legge della fisica conosciuta. Il maestro di questo genere è stato Jack Vance e volevo un regolamento per far giocare quel tipo di esperienza ai miei giocatori, dato che il mio regolamento di fantascienza preferita, Traveller, è strutturato per giocare un altro tipo di fantascienza, più tecnologica. È attualmente in beta release e disponibile su itch.io.

L’altro grosso progetto, che non ho ancora iniziato, è la prima avventura per Thálassa, che si intitolerà piuttosto banalmente Knossos e sarà un “palace crawl”, un framework di situazioni e spunti per giocare alla corte di Re Minosse.Oltre a questi progetti, non so davvero prevedere, perché sono noto per seguire le ispirazioni più disparate e subitanee!


Grazie ancora Roberto! Potete trovare Thalassa e gli altri giochi di Roberto a questo link

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *