Le origini degli inglesi… e come affrontarli nei videogiochi!

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La vittoria della nazionale azzurra contro quella inglese ha unito un po’ tutta l’Italia e, a detta di molti, anche il resto dell’Europa.
Se non vi fosse bastato questo successo e aveste voglia, con molta goliardia e in modo totalmente virtuale, di menar le mani contro gli amici inglesi (che salutiamo), ecco a voi alcuni videogiochi che vi permettono di farlo!

Mancini-Braveheart: la prima pagina del giornale indipendentista in Scozia

Ma prima… chi sono gli Inglesi?

Prima di tutto, mi preme ricordare che, quando si parla di Inghilterra ci si riferisce a una delle nazioni che formano il Regno Unito (che partecipa ai campionati europei con squadre separate): l’altro termine che noi italiani usiamo erroneamente per riferirci a questo stato, “Gran Bretagna”, in realtà indica “solo” la grande isola a ovest dell’Irlanda e che comprende Inghilterra, Galles e Scozia, mentre il Regno Unito comprende anche l’Irlande del Nord (e ovviamente svariate altre isolette che formano, assieme alle due principali, l’arcipelago Britannico).

Per quanto riguarda il nostro articolo e la vittoria calcistica, ci riferiamo agli abitanti dello specifico territorio dell’Inghilterra, cioè la Gran Bretagna meridionale escluso il Galles.

La natura degli Inglesi, apparentemente banale, è differente in base al periodo di riferimento: vedremo che questa regione è stata più volte conquistata da popolazioni di origine germanica e danese che, dopo essersi stanziate, sono state a loro volta invase da altri popoli delle stesse zone (cosa che pone ancora più ironia sulla semifinale Inghilterra-Danimarca).

The Celts of England – Celtic Life International

Sebbene le prime popolazioni preistoriche dell’Inghilterra siano presenti già decine di migliaia di anni fa, pare che la prima cultura identificabile in maniera netta siano stati gli Iberi che, dalla Spagna, sarebbero giunti in Gran Bretagna circa 4000 anni fa.

Si ha poi una netta colonizzazione celtica attorno al 700 a.C, con lo stanziamento di quelle tribù che i Romani chiamavano Britanni.
Come è noto, i nostri antenati tendevano ad avere una visione grezza e senza giustizia dei popoli che chiamavano “barbari”: i celti, un gruppo etnico che si è diffuso da un confine all’altro dell’Europa, erano una popolazione identificabile da caratteristiche linguistiche e divinità similari, ma divisa in tante piccole tribù che raramente vedevano un motivo d’unione nel loro retroterra culturale.
Tuttavia erano abili artigiani e combattenti e furono, per secoli, ora nemici, ora partner commerciali, ora alleati dell’impero, soprattutto contro altre tribù celtiche.

La grande ribellione di Budicca

I romani misero piede in Inghilterra nel 43 d.C. e la occuparono militarmente fino al 410 circa, con il ritiro delle ultime legioni: questi quattro secoli furono turbolenti e ricchi di scontri contro la popolazione locale, come la famosa rivolta di Budicca, regina della tribù degli Iceni.
Tuttavia, come accadrà ancora molte volte, invasi e invasori ebbero modo, nel corso dei secoli, di produrre una cultura nata da quella specifica amalgama e muoversi come un solo popolo contro attacchi esterni.

Litus Saxonicum.png

Sin dal terzo secolo, infatti, l’Inghilterra e la Francia settentrionale furono vittima di assalti da parte dei Sassoni, una popolazione di origine germanica (che da nome all’attuale Sassonia): per contrastare questi attacchi marittimi, furono costruite alcune fortificazioni che prendono collettivamente il nome di Litus Saxonicum, la Costa Sassone.

Tuttavia, questa difesa non durò a lungo: si hanno infatti quasi subito evidenze di mercenari Sassoni stanziati in Gran Bretagna per difendersi da altre realtà nemiche, e il ritiro delle legioni romane lasciò ampio spazio a queste popolazioni per diventare, rapidamente, signori locali.
In questo contesto si hanno, nell’Historia Regum Britanniae, figure a cavallo tra la storia e il mito come re Vortigern, che richiama i Sassoni in Inghilterra, e Ambrosio Aureliano, condottiero romano-britannico che li affronta nella battaglie del Monte Badon: saranno proprio queste figure, secondo alcuni, a dare luogo alle leggende arturiane.

Tornando alla storia, si sa che, attorno al quinto secolo, si viene a formare un’eptarchia di regni Anglo-Sassoni come la l’Anglia, la Mercia e la Northumbria, la cui elite proviene dalla già introdotta popolazione dei Sassoni e degli Angli, provenienti dall’ordierna Danimarca e il cui spostamento lascerà spazio ai Danesi.
In questo clima, la popolazione romano-britannica è sottomessa ma, nel corso dei secoli, si fonde con gli invasori producendo un nuovo substrato culturale in modo simile a come i greci hanno influenzato i romani: tuttavia, una parte di romano-britannici fugge attraverso la manica, andando a colonizzare quella parte di Francia che oggi si chiama, non a caso, Bretagna.

England, 878

I nuovi invasori però, dopo alcuni secoli di “civilizzazione”, si ritrovarono rapidamente nella stessa situazione che avevano provocato essi stessi: dalla fine dell’ottavo secolo, infatti, l’Inghilterra fu sottoposta a numerosi attacchi Vichinghi dai territori della Danimarca e del resto della Scandinavia.
Questo processo portò, nei secoli successivi, a una vera e propria invasione, con la creazione ufficiale, nell’886, di una vasta porzione del territorio formalmente controllata dai norreni detto “Danelaw”, letteralmente “dominio danese”.

L’integrazione tra Anglo-Sassoni e Danesi fu molto meno marcata delle precedenti e le due fazioni continuarono a farsi guerra nei secoli successivi, con gli Anglo-Sassoni che più volte ricacciarono e furono riconquistati dai nemici: un esempio lampante è il regno del vichingo Canuto il Grande, che aveva unito sotto di se buona parte della Gran Bretagna e della Scandinavia.

Dopo la sua morte, il suo impero si sfasciò e gli Anglo-Sassoni ebbero un ultimo, breve canto del cigno prima di essere conquistati, stavolta definitivamente, dai Normanni.
Questa popolazione era formata da ex-vichinghi che, sotto il regno di Carlo Magno, avevano acconsentito a proteggere il Sacro Romano Impero dai loro simili in cambio della conversione al cristianesimo e di alcune terre nel nord-est della francia, l’attuale Normandia.
Nel tempo si erano trasformati, da navigatori e razziatori, in abili cavalieri: il loro condottiero Guglielmo il conquistatore, vincendo la battaglia di Hastings nel 1066 (ritratta nel famosissomo arazzo di Bayeux), segna l’ultima, grande invasione dell’Inghilterra, la fine dell’era vichinga e una sostanziale stabilizzazione etnica della regione fino all’attuale globalizzazione.

Su questo e altre storie dei Norreni in Inghilterra, vi invito a leggere questo mio articolo su Tom’s Hardware.

Arazzo di Bayeux - Wikipedia

Da questo momento in poi, l’Inghilterra passa da essere preda di conquista a dominatrice: seppur perda gli originari territori Normanni oltremare durante la guerra dei cento anni, le spedizioni di conquista e commercio del rinascimento e dei secoli successivi la porteranno a essere la dominatrice del mondo, con un vastissimo impero che terminerà solo durante la decolonizzazione del ‘900.

Ma in quali videogiochi gli Inglesi sono nostri avversari? Andiamo a vederli, sempre in ordine “cronologico”.

Ryse: Son of Rome

Ryse: Son of Rome su Steam

In questo action game di ispirazione storica vestirete i panni di Marius, legionario romano inviato in Britannia proprio durante la rivolta di Budicca.
Per quanto sia un gioco divertente, tende a essere abbastanza inaccurato: oltre agli elementi sovrannaturali, che ovviamente non cercano un risvolto storico, Ryse dipinge però i Britanni come barbari incivili che arrivano alle porte di Roma (cosa ovviamente falsa) mentre la città, per quanto stilisticamente corretta, contiene noti falsi storici come il gigantesco palazzo di Nerone o il Colosseo, che fu iniziato solo dal successore dell’imperatore.
Tuttavia, se volete solo una scusa per menare le mani…

Age of Empires II

Age of Empires II Definitive Edition recensione

Questo gioco del ’99 sta vivendo una nuova primavera grazie alla versione rimasterizzata, che ha attirato fan di tutto il mondo e spianato la strada al quarto capitolo, in arrivo questo autunno.
In questo mitico titolo, gli Inglesi sono “sin da subito” nostri nemici tanto nel tutorial, nel quale prenderemo il controllo degli Scozzesi di William Wallace, che nella prima, vera campagna, dedicata a Giovanna d’Arco, nella quale controlleremo invece i Francesi durante la guerra dei cent’anni.

La prima campagna, quella del condottiero scozzese, si prende una serie di libertà, come rendere vittoriosi gli scozzesi a Falkirk e ignorare la presenza del ponte nella battaglia di Stirling (cosa che fa anche, tristemente, il noto film Braveheart): tuttavia c’è da dire che si tratta di una campagna-tutorial e lo scopo è, per lo più, insegnare al giocatore l’uso dei comandi.
La campagna di Giovanna d’Arco si dimostra invece molto realistica nella prima metà, mentre nella seconda si prende notevoli libertè storiche.

La saga di Assassin’s Creed

Assassin's Creed Valhalla Leofrith Boss Battle - Kill or | GameWatcher

Arriviamo ora alla ciliegina sulla torta: la saga di Assassin’s Creed ci mette numerose volte contro i britannici.
Il capitolo dove questo è più evidente, e perfettamente calato nella nostra precedente digressione storica, è l’ultimo: in Valhalla, infatti, impersoneremo Eivor, norvegese che si sposta con il proprio clan in cerca di libertà e ricchezze proprio in inghilterra e che avrà modo di combattere e interagire con la politica dei regni Anglosassoni di Mercia, Anglia, Northumbria e Wessex.

Per saperne di più su Assassin’s Creed: Valhalla vi invito a leggere questo mio articolo su Tom’s Hardware.

Ma gli Inglesi non mancano anche nella successiva epoca coloniale.
Essi sono infatti avversari nei capitoli III e IV della saga, rispettivamente ambientati durante la rivoluzione americana e nella precedente età d’oro della pirateria (nella quale il principale nemico sarà proprio la marina britannica).
Infine, per quanto poco conosciuto, non possiamo non citare il divertente Assassin’s Creed: India, nel quale i Templari, infiltrati tra gli Inglesi che dominano il subcontinente indiano in quel periodo, daranno filo da torcere agli assassini in una lotta per il controllo di un misterioso diamante…

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