5+1 cibi da viaggio medievale

pubblicato in: Uncategorized | 0

Questo è il mio contributo per il Vecchio Carnevale Blogghereccio di Giugno, con tema Il Cibo! Seguite i link per saperne di più!

La cucina medievale è un argomento vasto e che si declina in base al periodo storico (ricordiamo che il medioevo è durato un millennio), al luogo, al ceto sociale e al contesto.
Per quanto concerne il cibo disponibile a un viaggiatore, non dobbiamo dimenticare che la maggior parte di questi viaggiatori, tanto i pellegrini quanto i commercianti, si spostavano per vie ben note e battute, ricche di fonti d’acqua e luoghi di sosta dove poter riposare e mangiare qualcosa di caldo: dalle locande ai monasteri, anche qui la qualità del cibo dipendeva dal tenore della struttura e dell’ospite.

Oggi vogliamo invece focalizzarci su cinque cibi (e un extra) che un viaggiatore, per sicurezza o per mancanza di altro appoggio dove mangiare del cibo fresco, poteva portarsi dietro e che potevano costituire le sue “razioni da viaggio”.

Questo cibo poteva essere conservato più a lungo avvolgendolo in un panno di lino imbevuto nella cera d’api, il cui effetto adesivo era simile a quello della moderna pellicola alimentare: un’alternativa era tenere gli alimenti in contenitori di legno o terracotta e richiuderne l’apertura con il suddetto panno.

5 – Pane

Il pane medievale era mediamente più denso, proteico e meno incline alla lievitazione, rispetto ai pani moderni, perché ottenuto con qualità di grano che si stanno riscoprendo negli ultimi anni a causa, ad esempio, del loro basso contenuto di glutine.

L’assenza di lievito “pronto” implicava una lievitazione in un luogo caldo, basata sulla contaminazione naturale (i lieviti infatti sono piuttosto diffusi nell’ambiente) oppure l’uso di pasta madre, precedentemente lievitata, che veniva unita all’impasto nuovo.

Accanto al frumento si usavano, in tutto o in parte, farine avena, segale, di legumi (fave e ceci) e perfino di castagne, soprattutto nelle annate peggiori per l’agricoltura.
Anche il colore del pane era indicativo dello status della persona: i pani più scuri richiedevano lavorazioni più grezze (come il nostro moderno pane integrale) ed erano più economici, mentre il pane bianco, ottenuto dalla farina scelta del frumento, era per i soli ricchi.

Il pane aveva una conservazione migliore e più lunga di quello moderno, ma veniva comunque spesso consumato, anche a distanza di giorni, inumidito con un panno bagnato.

4 – Vegetali

orange carrots on green grass

L’uomo del medioevo faceva affidamento sulla frutta e verdura di stagione, e quindi i vegetali sulla sua tavola potevano variare molto durante l’anno.
Tuttavia, alcuni vegetali erano noti, anche al tempo, per essere alimenti a (relativamente) lunga conservazione: ottimi cibi da viaggio erano, ad esempio, le carote (delle quali esistevano moltissime varietà ad oggi per lo più in disuso), tuberi come aglio, cipolle e rape e anche verdure come il cavolo.

Questi alimenti sono importanti perché introducono, nel pasto, una componente vitaminica che noi moderni, nel nostro mondo relativamente sicuro, sottovalutiamo: la loro assenza poteva infatti indebolire ossa e difese immunitarie e lasciare spazio a malattie come lo scorbuto.

3 – Pesce

pile of gray fishes

Mentre, come vedremo più avanti, la caccia poteva essere limitata dalla legislazione locale, questo raramente accadeva per la pesca: ciò significava che, in base alla presenza o meno di acque ricche di pesce, questo alimento poteva essere costoso oppure estremamente disponibile ed economico.
Oltre a essere ricco di proteine e di acidi grassi essenziali (i famosi Omega 3), il pesce è un alimento che si può facilmente conservare a lungo con le adeguate accortezze.

Un metodo per conservare il pesce è l’affumicatura (che si usa ancora oggi, ad esempio, per il salmone): gli uomini del medioevo avevano talvolta dei ganci sopra i focolari proprio al fine di affumicare carne o pesce.
Un altra maniera di prepare pesce a lunga conservazione, diffusa ad esempio tra i norreni (volgarmente chiamati “vichinghi”) era quella di tagliare via alcune parti del pesce, immergerlo in acqua salata e poi lasciarlo seccare all’aria aperta per qualche… settimana!

2 – Latticini

baked bread

Sebbene l’allevamento bovino richieda grosse distese di pascolo, non necessariamente facili da trovare in tutta l’europa medievale, gli ovini sono storicamente sempre più facili da gestire e, oltre a richiedere risorse inferiori, forniscono lana oltre al latte.

Quest’ultimo è un alimento che va a male velocemente e che si credeva adatto ai bambini e agli anziani: diverso invece il burro, ottenuto agitando il latte per separarlo dal siero, e ogni sorta di formaggio che poteva essere facilmente stagionato, trasportato, conservato a lungo, tagliato e consumato sul momento senza preparazione.

1 – Carne

gray boar

La carne, nel medioevo, non era certo un alimento quotidiano nelle mense della gente comune!
Gli animali erano costosi da allevare e la caccia era un’attività riservata ai nobili: in base alla legislazione corrente, i plebei potevano o meno cacciare piccoli animali.

Anche un viaggiatore di passaggio avrebbe avuto due grossi problemi nel nutrirsi di cacciagione: per prima cosa, quelle terre probabilmente appartenevano a qualcuno, e inoltre la selvaggina appena cacciata, per togliergli il cosiddetto “sapore di selvatico”, andrebbe frollata (cioè tenuta a bagno in un liquido, generalmente latte o aceto) per alcuni giorni. Una soluzione poco comoda, ma ovviamente perseguibile, anche senza preparazione, dove l’alternativa fosse stata il digiuno.

Tuttavia, la carne non era necessariamente del tutto assente nella vita della plebe: in molti tenevano galline e soprattutto maiali per mangiare i propri scarti.
Questi suini, all’inizio dell’inverno, potevano trasformarsi in una grande quantità di cibi differenti, tra cui gli insaccati molto adatti alla lunga conservazione.
Come il pesce, anche la carne si poteva essiccare, indurendosi ma mantenendo un ottimo apporto nutrizionale già con pochi grammi di prodotto, oppure salare.

BONUS – Bevande

selective focus photography of blackberry fruit during daytime

I medievali bevevano… beh, acqua!

La presenza di fonti d’acqua era uno dei principali elementi che andava a definire la bontà di un sentiero: era inoltre possibile portarsi dietro un po’ di liquido tramite otri ottenuti dallo stomaco degli ovini, tuttavia l’acqua tendeva a degradarsi rapidamente.

Ma gli uomini del medioevo amavano anche l’alcool, soprattutto birra e vino, che si conservavano a lungo e che bevevano soprattutto dove l’acqua non fosse stata molto potabile: il vino era ovviamente la bevanda più costosa delle due, mentre la birra era disponibile anche per la classe meno ricca.
Il vino era più raro al di fuori dei paesi mediterranei, ma erano disponibili anche vini più economici, bianchi e rosati di seconda pigiatura, e al pari di alcuni popoli antichi i medievali tendevano a consumare vino allungato con un po’ d’acqua.

Se volete continuare a seguirmi, potete aggiungervi al canale Telegram!
Ricordatevi di seguirmi su facebook mettendo like a questa pagina e soprattutto iscrivendovi a questo gruppo per ricevere le notifiche!
Se poi vi è piaciuto l’articolo, vi invito a leggere anche i seguenti:

Entrare nel mondo del game design
-Giochi e Calcolo Combinatorio
-10 Alberi del medioevo e i loro usi
La Scienza di Mass Effect
Lucca e il GDR per l’inclusione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *