Manadinamica: una magia “scientifica”

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Il gruppo telegram (che potete trovare a questo link) di Eduplay, ormai cresciuto, è recentemente divenuto teatro di alcuni sondaggi che sto lanciando con l’idea di produrre piccoli scenari (o grandi ambientazioni?) a tema fanta-storico verosimile (cosa vorrà dire, poi, lo scoprirò anche io strada facendo…).

Tra i vari sondaggi, è riemersa un po’ l’idea della magia a tema fisico, per cui ho deciso che è arrivato il momento di spiegare come funziona la Manadinamica, o almeno come io ho pensato di poter mettere insieme le intuizioni dei vari precedenti articoli per creare un sistema magico coerente e che interagisca relativamente bene con la fisica del mondo reale

Pronti?

Una nuova forza fondamentale

Storicamente gli scienziati hanno riconosciuto, nel mondo naturale, un certo numero di forze fondamentali sulle quali si basano tutti gli altri fenomeni e che abbiamo già trattato nei precedenti articolo di manadinamica: esse sono la forza gravitazionale, le due forze nucleari (debole e forte) e la forza elettromagnetica sia in ambito statico che dinamico.

Tuttavia, più volte nella storia è stata proposta l’esistenza di ulteriori forze che andassero a spiegare fenomeni precedentemente incompresi: per esempio, alla fine degli anni ottanta, si propose l’esistenza di un ulteriore forza per spiegare l’espansione accelerata dell’universo.
Uno dei nomi che si associano a un’eventuale quinta forza fondamentale è Quintessenza e noi prenderemo in prestito tanto l’idea quanto il termine per indicare l’esistenza di un nuovo campo di forze che ci permetta di spiegare la magia in termini fisici.

Mana: il falso vuoto

Un ulteriore concetto necessario per comprendere la manadinamica è il concetto di falso vuoto. Per comprendere questo concetto, immaginiamo di avere un forziere pieno di soldi dal quale abbiamo tolto tutto il contenuto: a questo punto è vuoto.
Ma se scoprissimo che, invece, esiste un doppio fondo con dentro ulteriore denaro?

Il falso vuoto funziona esattamente alla stessa maniera: si tratta di uno stato di un sistema teorizzato in meccanica quantistica nel quale, “al di sotto” dello stato di minima energia (apparentemente stabile), potrebbe esistere un ulteriore stato a energia ancora inferiore.
Questo ha due implicazioni: la prima è che lo stato iniziale è solo apparentemente stabile (o in termine tecnico “metastabile”) e che esso può decadere nello stato di “vero vuoto” sotto determinate condizioni.
L’altra implicazione è che la differenza di energia tra i due stati può essere usata per alimentare ulteriori processi.

Particelle incantate e dipoli magici

Date le nostre premesse, andiamo a immaginare un mondo che preveda un campo di forze magico.
Tutti i campi di forze hanno delle particelle che generano il campo: in caso del campo elettromagnetico, ad esempio, sono i quark (e, su scala più grande, elettroni e protoni).

Immaginiamo di avere le nostre particelle di magia “positive” e “negative” che, esattamente come protoni e neutroni, tendenzialmente vivono le une accanto alle altre, in numero simile, in modo che, alla fine, l’effetto medio totale sia solitamente nullo.

Aggiungiamo adesso un twist: inseriamo la possibilità, biologica, di separare queste particelle. Nello specifico, ho pensato che sarebbe stato molto interessante se il midollo spinale, produttore di numerose cellule ematiche, fosse in grado di trattenere determinate particelle magiche (ad esempio le positive) e rilasciare quelle di segno opposto nei globuli bianchi.
Ci ritroveremmo così ad avere esseri viventi con scheletri magicamente positivi e sangue magicamente negativo: lo stesso concetto potrebbe essere applicato, ad esempio, alla linfa degli alberi.

Questo ha una serie di implicazioni interessanti: ad esempio sebbene scheletro e vasi sanguigni abbiano una distribuzione simile, una creature che fosse in grado di spostare i propri globuli bianchi produrrebbe una distribuzione disomogenea di cariche magiche all’interno del proprio corpo, generando dunque all’esterno un’anisotropia nel campo magico.
Abbiamo già affrontato la forma di questa anisotropia in questo articolo.

Possiamo osservare facilmente questo fenomeno nel mondo elettrico: è il famoso fenomeno della “carica per strofinamento”, dove una penna (ad esempio) viene strofinata con un panno di lana ed è poi in grado di attirare pezzetti di carta.
Questo avviene perché le cariche elettriche, inizialmente unite, sono state separate e ora la presenza maggioritaria di un tipo sull’altro produce un campo elettrico in grado di interagire con le molecole che formano la carta.

Gesti arcani e formule magiche

Immaginiamo ora che il campo magico nel quale tutte le creature sono immerse, detto anche “Mana”, abbia localmente una serie di stati metastabili di falso vuoto.
Tramite le corrette condizioni, questo stato potrebbe decadere e la sua energia darebbe vita ad altri fenomeni: tuttavia, affinché questo non accada spontaneamente e continuamente, la sovrapposizione di condizioni dovrebbe essere molto rara.
Tre elementi permetterebbero dunque a una creatura di produrre tale caduta.

Il primo elemento è una specifica condizione del campo magico prodotto dall’anisotropia della distribuzione di cariche magiche all’interno del proprio corpo.
Un incantatore è una persona che ha imparato a gestire, tramite stimolazione muscolare, il flusso di sangue all’interno del proprio corpo e, assumendo le corrette posizioni, può influenzare la “forma” del campo magico attorno a se.
Questo, in ambito “ludico”, si concretizza nelle componenti somatiche degli incantesimi.

Il secondo elemento è una specifica vibrazione: in meccanica quantistica esistono infatti i fononi, o quanti vibrazionali, che rappresentano le vibrazioni delle strutture cristalline.
Si può ipotizzare che, affinché una determinata forma del campo magico produca un incantesimo, esso debba anche “risuonare” alla giusta frequenza: per fare questo è necessario che il mago pronunci la giusta formula, dando vita alle componenti verbali degli incantesimi e giustificando l’effetto del silenzio magico.

Infine, è necessaria una componente energetica: il mago, infatti, potrebbe fornire una certa quantità di energia, presa a piene mani dal suo stesso metabolismo, per produrre l’energia di attivazione del processo di decadimento del campo magico, come descritto in questo altro articolo.
Da qui derivano elementi che limitano le energie magiche degli incantatori, come il consumo di energia magica o vitale.

Ovviamente, un incantesimo è un fenomeno complesso: per questo potrebbero servire più specifiche condizioni spaziali, vibrazionali ed energetiche, ciascuna delle quali alimenta il decadimento successivo, giustificando sia le grosse differenze che possono esistere tra l’energia fornita dal mago e quella finale che le sequenze sia di movimenti che di parole necessarie per lanciare l’incantesimo.

Le possibili combinazioni di movimenti, vibrazioni ed energie sono infinite, ma un certo numero di esse produrrebbe dunque incantesimi, diversi tra loro in base alle componenti utilizzate.
In questa maniera l’energia dello stato di falso vuoto del mana potrebbe convertirsi in decine di altri processi differenti, interagendo con le altre forze fondamentali.

Le implicazioni

E’ evidente che un fenomeno magico del genere è assai raro e complesso da produrre, giustificando gli anni di studio da parte del mago. Inoltre permette effetti virtualmente molto costosi energeticamente, ma impedisce anche che la spesa energetica sia nulla.

La quantità di fenomeni giustificabili da questo tipo di magia è ampia: oltre a tutti i fenomeni naturali come forze, radiazioni e interazioni di ogni tipo, nonché la percezione di esse e dei fenomeni magici, è anche possibile immaginare che gli effetti di cura e di influenza mentale siano, rispettivamente, interazioni con il sangue e con il midollo spinale, direttamente connesso con il cervello.

Ovviamente, questo sistema ha delle implicazioni nascoste: ad esempio quanta energia c’è nel Mana? Come si ricarica? Su quanto spazio circostante ha effetto? Che accade quando finisce? Un mago può spendere più energia per potenziare una magia? E in che modo sono legate la distanza e intensità degli effetti magici? E ancora che succede alle ossa dopo la morte? E in che modo il sangue e la linfa degli alberi possono essere utilizzati per gli incantesimi?

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Intanto qui potete recuperare tutti gli altri articoli di Manadinamica:
Conservazione dell’energia
Entropia
Interazione gravitazionale e nucleare
Elettrostatica
Elettrodinamica

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