Dal tavolo al libro – Black Rose Wars con Marco Olivieri

pubblicato in: Gioco ed Educazione | 0

In queste pagine ci dedichiamo principalmente al rapporto tra i giochi, la scienza e la cultura in generale. Se però ci siamo spesso dedicati a come la cultura letteraria possa produrre esperienze ludiche, come visto in questo articolo sui librigame, oggi rigiriamo la padella e vediamo come un gioco possa far nascere un romanzo in grado di immergerci nel rinascimento italiano.
Ne parliamo con Marco Olivieri, autore di Black Rose Wars, edito da Myth Press.

Ciao Marco! Raccontaci, come è nata la tua passione per i giochi da tavolo? E la scrittura?

Sin da piccolo ho avuto la fortuna di avere un nutrito gruppo di amici molto appassionato di giochi da tavolo e quando un giorno su quel tavolo è stato poggiato un gioco di nome HeroQuest ho capito che la mia infanzia non sarebbe mai più stata la stessa. Da quel gioco è nato un vero e proprio amore per il genere fantasy che negli anni a seguire si è poi esteso ai giochi di ruolo e da lì alla letteratura. La passione per la scrittura si può dire che è venuta subito dopo, fomentata proprio da quelle fantastiche avventure vissute attorno al tavolo da gioco. 

Parlaci del gioco che ha ispirato “La Guerra della Rosa Nera”: in che modo sei passato dal tavolo al libro?

Se devo essere sincero, non sono stato io ad aver deciso di scrivere un racconto sul gioco di “Black Rose Wars”, ma quasi il contrario. Infatti, dal primo istante in cui ho visto il video di presentazione del Kickstarter della Ludus Magnus Studio sono stato letteralmente rapito dal fascino e dal misticismo di questo incredibile gioco, nel quale quattro incantatori si danno battaglia per aggiudicarsi il titolo di Gran Maestro della Loggia della Rosa Nera. Poi mi sono addentrato più accuratamente nelle meccaniche e nell’ambientazione, che ho scoperto ricollegarsi ad un altro gioco molto avvincente: “Nova Aetas” (sempre della Ludus Magnus Studio), dove un gruppo di avventurieri è chiamato a svolgere importanti e pericolosissime missioni in un oscuro Rinascimento italiano, popolato anche da creature ancestrali. Con tutto questo strepitoso materiale a disposizione ho capito che dovevo raccontare questo mondo anche fuori dalla scatola. La mia fortuna è stata quella di aver avuto subito l’interesse da parte della Ludus Magnus Studio di dar vita a questo progetto, ma anche quella di trovare una casa editrice letteraria molto capace e assai affine con il mondo fantasy-ludico, ovvero la Myth Press. Infatti, è solo grazie all’incredibile professionalità e alla collaborazione di queste due case editrici che oggi esiste “La Guerra della Rosa Nera”

La storia ha già visto numerosi casi di libri ispirati ai giochi: basti pensare a D&D con la saga di R.A. Salvatore o ai libri di Dragonlance. Secondo te qual è il futuro di questra transmedialità? Avremo un ritorno alla lettura grazie ai giochi?

Io credo che la connessione tra letteratura e giochi da tavolo possa definirsi bidirezionale. E’ evidente a tutti come negli ultimi anni i giochi da tavolo moderni abbiano dimostrato di essere ben più di semplici passatempi, ma vere e proprie esperienze ludiche capaci di coinvolgere il giocatore andando oltre la consueta “partita da vincere”. Quindi ritengo la letteratura un ottimo mezzo sia per raccontare queste esperienze a chi conosce e vuole approfondire il gioco, sia a quei neofiti ai quali questo mondo ancora sconosciuto può essere presentato in un modo coinvolgente e accattivante.

Black Rose Wars affonda le sue radici nel rinascimento italiano: quali elementi fantastici e quali storici si ritrovano nel gioco e nel libro?

Non vorrei svelare troppo sul romanzo, però posso dire che tutta l’ambientazione su cui poggiano i giochi di “Black Rose Wars” e di “Nova Aetas” è stata studiata per adeguarsi al periodo del Rinascimento, ma al tempo stesso ne rielabora in chiave fantasy quelle leggende che lo hanno caratterizzato. Infatti, all’interno sia del gioco che del romanzo si trovano elementi storici come la peste, la Santa Inquisizione, le faide tra lo Stato Pontificio e la Repubblica di Venezia, personaggi illustri come il Doge o il Papa, ma anche creature mitologiche come fauni, centauri e perfino entità citate nella Divina Commedia come il diavolo alato Malacoda. Il tutto immerso in uno scenario dove la magia esiste, ma viene nascosta ai più in quanto marchio di eresia. 

Ringraziamo Marco per il suo contributo e vi ricordiamo che il libro è disponibile in preorder a questo indirizzo

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Si ringrazia Francesco e Samuele per il supporto dato per questo articolo 😉

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