Ecosystem: Ecologia sul vostro tavolo! – con Francesco Berardi

Abbiamo più volte parlato, su queste pagine, del ruolo educativo dei giochi: oggi intervistiamo Francesco Berardi, autore di giochi da tavolo presso Clementoni nonché inventore dell’interessante Ecosystem, che unisce un’attenzione ecologica nel tema e nei materiali di produzione con un’accessibilità che lo rende un prodotto adatto a tutte le età.

Ciao Francesco! Raccontaci di te e della tua passione per i giochi da tavolo…

Ciao, ho sempre avuto la passione per i giochi da tavolo e di carte, anche se ho scoperto quelli moderni solo quando avevo 30 anni. Da piccolo mi divertivo a inventare giochi, soprattutto con le carte napoletane e con carta e matita, poi nel 2004 ho pensato di scrivere una raccolta dei miei giochi… e da lì sono cambiate molte cose: ho scoperto che c’era tutto un mondo che non conoscevo, ho iniziato a partecipare alle fiere di giochi da tavolo e agli incontri tra appassionati e autori, a farmi conoscere dagli addetti ai lavori e a mostrare loro i miei prototipi e a vedere pubblicati alcuni miei giochi di carte…

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Poi, a un certo punto, questa passione è diventata un lavoro!

Verso la fine del 2009 la software house per cui lavoravo ha chiuso, quindi mi sono dovuto rimettere in gioco. Così, oltre a inviare il mio curriculum ad aziende informatiche o comunque attinenti al mio percorso di studi, ho provato anche a convertire in lavoro una mia passione. La Clementoni si trovava a 140 km da casa e alla fine mi hanno scelto proprio loro, così ho fatto armi e bagagli e mi sono trasferito a Recanati. Quando il primo giorno di lavoro ho visto la mia scrivania con accanto una parete piena di giochi da tavolo mi sembrava di essere nel paese dei balocchi! Dopo un’ora sono subito entrato nel vortice delle tantissime cose da fare, che poi col tempo sono diventate sempre di più, ma la passione non è minimamente scesa.


Ecosystem è un gioco che si preoccupa di educare i giocatori ai problemi dell’ecosistema: come nasce questo progetto?

Ecosystem fa parte di una linea di prodotti ecosostenibili della Clementoni denominata Play for future. Per maggiori dettagli ti riporto alla pagina ad essa dedicata: https://it.clementoni.com/pages/play-for-future.

I prodotti inclusi in questa linea sono molteplici: si va dai giochi educativi a quelli creativi e scientifici, passando anche per quelli della prima infanzia, dove si usano plastiche riciclate, finendo con i puzzle. Da lì il passo per fare un gioco da tavolo con materiale riciclato e riciclabile è stato immediato: in più, Ecosystem ha anche un’ambientazione che parla di ecosostenibilità. Ha quindi una doppia valenza “educativa”: nei materiali e nel tema.


Quali sono gli elementi di design al suo interno che avete scelto per comunicare il pericolo e l’urgenza dei problemi dell’ecosistema? Come avete bilanciato questa necessità con una maggiore fruibilità?

In primis abbiamo scelto di fare un gioco cooperativo che, oltre a trattare il tema dell’ecosostenibilità, favorisse il dialogo tra i giocatori che devono trovare il modo migliore per eliminare tutto l’inquinamento dal tabellone e vincere così la partita. La strategia di squadra e lo spirito di gruppo sono richiesti in vari momenti nel corso della partita: da una parte i giocatori si possono sparpagliare sul tabellone per poter eliminare più gettoni inquinamento, dall’altra se più giocatori si trovano nello stesso luogo hanno più possibilità di eliminare un gettone; quando un contatore ecosistema raggiunge una determinata casella si scatena un evento negativo a seguito del quale i giocatori dovranno prendere alcune decisioni insieme; la partita viene persa se solo uno dei 3 contatori ecosistema raggiunge una certa soglia, quindi i giocatori dovranno cercare di tenere in equilibrio questi 3 valori. Poi abbiamo voluto creare un’ansia crescente nei giocatori: infatti, se all’inizio la partita sembra scorrere senza grossi problemi, a un certo punto se i giocatori hanno trascurato qualche aspetto o fatto scelte sbagliate, la situazione può degenerare con conseguenze a cui non si può più porre rimedio, proprio come nella realtà.

Ringraziamo ancora Francesco e vi lasciamo a un video-tutorial di Recensioni Minute!

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