Le dimensioni… contano! – Darwin Fantasy

Abbiamo affrontato argomenti di biologia fantasy più volte, parlando di draghi e di specie umanoidi, compresi elfi, nani e pelleverde. Oggi andiamo a capire come le dimensioni delle creature siano una loro caratteristica fondamentale e come esse possano influenzare le regole dei nostri giochi preferiti.

Per quanto le affermazioni che faremo in questo articolo siano generalmente vere, va precisato che la biologia è un campo complesso e ricchissimo di eccezioni, con un’evoluzione delle creature fortemente definita dal contesto, e dunque ogni linea guida va comunque presa cum grano salis.

Perché essere grandi?

Nel corso della storia della terra, le prime forme di vita, organismi unicellulari, hanno cominciato via via a crescere per raggiungere forme che, almeno come tendenza principale (vedremo poi come questo non sia sempre detto), sono andate a crescere di dimensioni.

Ma come mai?

In generale, la crescita di un organismo permette un aumento della complessità dei suoi sistemi: noi esseri umani siamo estremamente più complessi, soprattutto cerebralmente, rispetto ai piccoli mammiferi dai quali discendiamo, e difficilmente saremmo stati in grado di sviluppare le nostre doti cognitive senza questa crescita.
Inoltre, una massa maggiore rende la creatura meno soggetta agli sbalzi di temperatura e una creatura più grande è un bersaglio più complesso da attaccare per i predatori: le sue dimensioni lo rendono non solo più minaccioso, ma pongono, in proporzione, tessuti muscolari, ossei e adiposi più spessi a difesa degli organi vitali, rendendo dunque più arduo apportare un attacco letale.

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Perché essere piccoli?

Essere grande non è intrinsecamente semplice: una creatura grande, infatti ha si accesso ad apparati più evoluti, ma anche più complicati per essere sostenuta.
Si pensi solo a tutto il sistema respiratorio, nato per permettere l’ossigenazione di tutte le cellule del corpo: animali piccoli, come gli insetti, non hanno bisogno di apparati così complessi, limitandosi a ossigenare le proprie cellule direttamente attraverso la pelle (questo, tra l’altro, è ciò che impedisce agli insetti di superare determinate dimensioni, ma ne parleremo tra un attimo).

Ovviamente, una creatura più grande richiede anche quantità maggiori di cibo: questo è uno dei motivi per cui, ad esempio, le forme isolane degli animali tendono a essere di dimensioni ridotte, dovendo sopravvivere in ambienti chiusi e spesso più poveri di risorse.

Isometria e allometria

La crescita delle dimensioni fisiche di un oggetto è, fisica, comunemente legata dalla cosiddetta “legge del cubo quadrato”, una semplice osservazione di come varino alcune grandezze all’aumentare di altre.

Nello specifico, presa una certe quantità di materiale (per comodità, un cubo), che succede se raddoppio il lato del cubo (moltiplicando cioè la sua lunghezza, altezza e larghezze per 2?)

Quello che accade è che la superficie del cubo quadruplicherà (dunque come il quadrato di 2), mentre il volume ottuplicherà (dunque come il cubo di 2, da cui “legge del cubo quadrato”): se poi immaginiamo che il cubo sia fatto di un materiale definito con una specifica densità, anche la sua massa diventerà otto volte tanto.

Se immaginassimo dunque di prendere una creatura e raddoppiarne altezza, lunghezza e larghezza, vedremmo che la superficie epiteliale sarebbe quattro volte tanto e la massa diventerebbe ben otto volte quella originale.

Questo rapporto 1:2 tra superficie e massa della creatura ha degli effetti importanti in natura: per esempio, per gli organismi che respirano attraverso la pelle, all’aumentare delle dimensioni la superficie esterna non sarà più sufficiente a sostenere l’ossigenazione di tutta la massa dell’animale.

Scordatevi dunque i ragni giganti: l’unico motivo di esistenza di insetti particolarmente grandi in passato era la presenza di un’atmosfera molto più ossigenata rispetto a quella odierna.

Allometry - Wikipedia

Questa descrizione della “scalatura” delle dimensioni è detta Isometrica: è cioè una trasformazione nella quale il rapporto tra i lati resta costante (raddoppiando l’altezza, viene raddoppiata anche la lunghezza e la largehezza).
Tuttavia, una creatura vivente ha dei problemi che la semplice geometria non ha, come la necessità di un apparato scheletrico in grado di supportare masse così grandi: per questo motivo capita che, al crescere delle dimensioni, le ossa degli animali (e, in generale, il diametro degli arti e del busto) crescano di diametro più di quanto si allunghino.

La disciplina che studia come le dimensioni degli animali influiscano sulle loro caratteristiche è l’Allometria: uno dei modi per studiare il rapporto tra massa, superficie e dimensioni parte dal presupposto che, aumentando la massa dell’animale, il comportamento elastico delle sue ossa debba rimanere costante.
Per ottenere questo effetto, una semplice formula prevede di considerare che, al raddoppiare della lunghezza, il diametro delle ossa e, in generale, di arti e busto aumenti di 2 elevato a 3/2.
Con questo conto, la superficie diventa otto volte tanto e la massa… un’incredibile 16 volte maggiore!

A sua volta la forza dell’animale, che è invece proporzionale alla sezione del muscolo, ottuplicherà come la superficie.
C’è comunque da considerare che queste siano affermazioni di massima che funzionano solo tra animali simili e che non tengono conto, ad esempio, della variazione di densità o della crescita differente di apparato diversi. La natura è ricchissima di eccezioni, a partire dall’essere umano, in cui la differenza di altezza influisce molto meno sulla larghezza e spessore delle persone.

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I problemi di essere grandi

Questo tipo di scalatura mostra come aumentare le dimensioni della creatura porti ad avere animali estremamente più forti e pesanti, più massicci, ma anche con un’inferiore forza relativa, cioè il rapporto tra il peso sollevato e la massa stessa dell’animale.

A questo si unisce una correlazione tra la massa dell’animale e il suo metabolismo, che è sostanzialmente la velocità dei suoi processi vitali. Animali più grandi hanno un metabolismo più lento, consumano energie più lentamente e vivono più a lungo, ma il metabolismo è anche legato alla percezione del mondo: animali più piccoli vivono vite più brevi, consumano energie rapidamente e devono mangiare poco ma spesso, tuttavia il loro metabolismo rapido gli permette di vedere il mondo “al rallentatore” rispetto a noi, con grande vantaggio nei riflessi.

Neotenia

Alcuni animali decidono di mantenere, in alcuni casi, i tratti dell’infante nell’adulto, in un fenomeno chiamato neotenia: questo può avere dei vantaggi sociali, ambientali o la riduzione del nutrimento necessario.

L’uomo stesso, secondo alcuni, nasce da un fenomeno di neotenia delle scimmie, mantenendo ad esempio il corpo per lo più glabro e la testa grande, in modo simile ai cuccioli di altri primati.

In alcuni casi, poi, la neotenia è un fenomeno artificiale: il cane, ad esempio, nasce da una selezione di lupi che mantenevano tratti (soprattutto caratteriali, ma evidenti anche nell’aspetto) dei cuccioli di lupo, rendendone più semplice l’allevamento e l’interazione con l’uomo. 

Creature piccole come gli Halfling potrebbero essere nati a seguito di un fenomeno simile: costretti da condizioni climatiche avverse, discendendo da creature più grandi come gli umani, gli halfling potrebbero aver visto le loro dimensioni ridotte, riducendo anche la richiesta di approvvigionamento, magari aumentando il loro metabolismo e la quantità di prole, andando quindi a puntare su un vantaggio “nel numero” piuttosto che nel valore del singolo componente.

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Creature grandi e piccole in D&D

Abbiamo visto quanto la massa e la forza delle creature possano variare con l’aumento delle dimensioni: in Dungeons & Dragons, lo strumento per desrivere quanto è grande una creatura è la Taglia.

Nell’edizione 3.5 la taglia dava un bonus ai danni, ala lotta, ai pv e una penalità ai tiri per colpire, con effetti invertiti per le taglie piccole.
La presenza nella quinta edizione di alcune meccaniche molto comode permette di creare regole più semplici che si “appiccichino” ai mostri già presenti, tenendo conto dei seguenti elementi:

  • Una creatura grande farà sicuramente più male e riceverà sicuramente meno danno da una più piccola
  • Una creatura più piccola si nasconderà meglio agli occhi di una più grande
  • Una creatura più grande sarà molto più minacciosa agli occhi di quella più piccola
  • Per quanto una creatura più piccola possa “svicolare” meglio, difficilmente questo le darà un grosso vantaggio contro l’essere colpita: una creatura grande, infatti, è in grado di “spazzare” un’area molto grande (rispetto all’altra creatura) con un suo colpo.

Alla luce di questi elementi, si propone la seguente House Rule:

  • Quando combatti una creatura più grande, hai vantaggio alle prove di furtività ma svantaggio nei TS contro gli effetti di paura. Inoltre hai debolezza contro i suoi danni e lei ha resistenza contro i tuoi.
  • Quando combatti una creatura più piccola hai vantaggio alle prove di intimidire ma svantaggio in quelle di percezione. Inoltre hai resistenza contro i suoi danni e lei ha debolezza contro i tuoi.

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