Primi Re & Lex Arcana – GDR nell’Antica Roma

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Quando parliamo di Giochi di Ruolo, la nostra mente corre ai generi più noti: il fantasy di Dungeons & Dragons; l’horror dei vari giochi del Mondo di Tenebra e a tema Lovecraftiano; il futuristico, da Cyberpunk all’italianissimo Dura-Lande, fino all’esplorazione spaziale di Coriolis e Traveller.

Ma c’è un altro genere che mi sta particolarmente a cuore: il GDR a tema storico.
Questo genere, spesso con piccole aggiunte fantastiche per alleggerire e semplificare il gioco stesso, sta avendo nell’ultimo periodo una rinascita forte, soprattutto in italia.

Questo perché, in Italia, questo filone è riuscito ad agganciarsi alle vicende di Roma, città ed impero che hanno inevitabilmente costituito le fondamenta della civiltà occidentale e, di fatto, cambiato il mondo.
Oggi intervistiamo due autori, Matteo Sanfilippo (in arte Arco Deleggen) e Mauro Longo (già citato più volte nel recente articolo sui librigame), rispettivamente con i loro titoli di riferimento per i Giochi di Ruolo a tema Antica Roma: stiamo parlando rispettivamente di Primi Re, ambientato nella roma arcaica, e di Lex Arcana, che ci immerge invece nell’età imperiale.

Primi Re è ambientato ancora della Repubblica Romana. Matteo, cosa ti ha spinto a scegliere questa epoca storia e quali dei suoi tratti distintivi sono più evidenti nel gioco.

La scelta è stata una conseguenza naturale al percorso di approfondimento che in quel periodo stavo facendo riguardante la storia Romana. Leggendo la leggenda di Romolo e Remo o concepito l’ucronia alla base del gioco, ambientarlo nell’epoca regia era la scelta più logica. In realtà la primissima versione si spalmava su tutto il periodo Romano incluso quello repubblicano e quello imperiale, poi parlando con un amico mi sono reso conto che era un lasso di tempo davvero troppo grande da coprire, perciò seguendo il suo consiglio ho deciso di concentrarmi su i sei Re di Roma che seguivano Romolo.

Quel periodo così arcaico si perde nei miti e nelle leggende e questa cosa facilita molto la creazione di avventure fantastiche in cui inserire personaggi noti, di fantasia e tutte le creature che abitano l’oscuro mondo di Primi Re. Inoltre è un periodo davvero molto snobbato e non esistevano giochi che ne parlassero, anche se ora TV, cinema e libri stanno iniziando finalmente ad interessarsi ad esso. 

Una delle cose che mi piace di più e che mi piacerebbe che venisse percepita dai giocatori e dai master che utilizzeranno il gioco, sta nel fatto che si va a visitare una Roma molto diversa da quella che solitamente siamo abituati a vedere ed immaginare: è una Roma molto barbara, oserei dire “primitiva” e distante dai canoni classici. Dove il rapporto tra uomo e natura è uno dei tratti distintivi, religioni e Folklore perduti nel tempo che portano i mortali a camminare in punta di piedi, ospiti della loro stessa casa in cui temono ogni ombra.

Nel gioco, i cui elementi fantastici sono ben radicati nella mitologia, i giocatori interpretano i potenti Romuli, quasi dei licantropi ante-litteram…

Per chi ancora non lo sapesse l’ucronia fondamentale di “Primi Re” e idea fondante del gioco si radica nella leggenda di Romolo e Remo. Figli di Marte, Dio della guerra, allattati per la prima volta dal Dio Luperco, che l’iconografia classica rappresenta con la Lupa Capitolina, sono di fatto e contro ogni ragionevole dubbio i primi licantropi della storia.

Il termine licantropo non verrà mai trovato nel gioco, si parlerà di miti italici, greci e di fantasia. Tutti i giocatori faranno parte della Legione Cerberus, fondata da Romolo poco prima della sua apoteosi. Solo i suoi discendenti ne possono fare parte e attraverso la Vibrantes Lumina e i doni di Luperco potranno difendere Roma come re senza corona da tutte le insidie e oscure minacce che la circondano.

A differenza di Mauro, non sono di formazione storica. Mi sono appassionato alla storia romana arcaica man mano che creavo il gioco e ne scoprivo le potenzialità ucroniche. Tengo sempre a precisare che “Primi Re” si basa su fatti storico-mitologici che un po’ tutti conosciamo, ma non voglio fa passare il gioco come meticolosamente storico.

Quali sono i tratti che rendono unico il regolamento di Primi Re rispetto al resto del panorama dei Giochi di Ruolo?

Il sistema di “Primi Re” è l’unione di concetti che ho cercato di esprimere attraverso le meccaniche, quali la simbologia, il sacrificio, l’eroismo e la possibilità di raccontare una storia coerente con l’ambientazione di gioco. Il sistema è nato di pari passo con l’ambientazione: man mano che leggevo gli usi e costumi romani e creavo l’ucronia mi venivano in mente idee su come trasmettere tutto ciò. I Romani avevano giorni fasti, da qui l’idea di utilizzare la numerologia e la data di nascita del giocatore per legare ad esso il proprio personaggio e dargli delle caratteristiche peculiari che si manifestano attraverso i doni lupercali.

Avevano animali sacri e simboli, da qui l’idea di utilizzare i simboli zodiacali, non perché avessero una connotazione con il popolo romano, ma perché tutt’oggi sono una simbologia potente a cui la gente dà adito. Conseguenza di questa scelta è quella di eliminare ogni carattistica/abilità/talento che solitamente si possa trovare nei giochi più tradizionali. I simboli zodiacali sono sfere di competenze malleabili che il giocatore mette in scena attraverso la dichiarazione dei suoi intenti e di come vuole che avvengono.

Questa deriva si è sposata perfettamente con un concetto che io apprezzo molto e in “Primi Re” cerco di trasmettere in ogni modo, cioè che la creatività del giocatore è importantissima e ciò che il giocato dice e pensa deve avere un riscontro reale nelle meccaniche, in modo da innescare quella sensazione amabile di vedere che le cose vanno proprio come te le eri immaginate: tutto risulta più scorrevole e dinamico.
Questo non significa che in “Primi Re” non ci siano imprevisti, ostacoli o fallimenti: la fortuna/sfortuna esiste e si manifesta attraverso l’extrema ratio del dado che incarna il volere degli Dei, il destino. I giocatori ci arriveranno solo quando tutte le altre opzioni saranno state usate e avranno fallito.

Altre due caratteristiche che definisco allettanti sono la creazione del personaggio, completamente slegata da archetipi prestabiliti ma guidata dai simboli zodiacali e da cosa essi rappresentano, e l’evoluzione del proprio Romulo attraverso quattro Epopee che porteranno inesorabilmente alla fine del nostro eroe. Le sue gesta e quelle della Legione Cerberus potranno continuare attraverso un erede, il figlio prediletto che sceglieremo in punto di morte.

Primi re

Dopo un Kickstarter di successo ma un percorso travagliato, Primi Re è riuscito a sbarcare sicuro sui lidi di Acheron e è ora in Pre-Order qui!. La collaborazione con l’editore italiano di successo, negli ultimi anni con crowdfunding come Brancalonia, è passata anche dal suo direttore artistico, Mauro Longo. Come è nata questa collaborazione?

[MAURO] Direttore artistico fa molto di pensionamento e di Battiato 😀 , va detto! 
Con Matteo ci incontravamo ogni volta per fiere e convention, da prima che Primi Re fosse lanciato, a presentare e far giocare i rispettivi giochi, e direi che l’amore PLATONICO tra noi è nato sicuramente lì.
Poi, quando ho avuto modo di provare Primi Re con lui, il mio interesse si è confermato: non solo Matteo è un narratore incredibile e un maestro nel creare storie, avventure ed emozioni al tavolo, ma il sistema era davvero intrigante, originale e accattivante.

A parte le idee iniziali, il merito era sicuramente quello degli anni passati a raffinare il prototipo, compreso tutto l’apporto del team di Epic Party Games: Andrea Macchi e Max Castellani. Insomma, Primi Re mi è piaciuto moltissimo alla prova dei fatti, per ambientazione, atmosfere e meccaniche, e mi sono reso conto che aveva un potenziale incredibile. Nel frattempo, Acheron Books ed Epic Party Games hanno preso a collaborare sempre più strettamente, su progetti come Brancalonia e altri giochi che abbiamo in cantiere, e ci è venuto istintivo provare a fare un po nostro anche Primi Re, che corrisponde perfettamente ai criteri editoriali di Acheron: elementi fantastici, originalità e tematiche italiane.

[MATTEO] Purtroppo il progetto ha pagato lo scotto della mia inesperienza e di alcune sfortune capitate durante il percorso. Essere arrivato ad Acheron ed aver avuto il consenso di tanti professionisti di questo livello per me è incredibile, stento ancora a capacitarmi che sia avvenuto.

Come ha detto Mauro, devo ringraziare Andrea Macchi e Max Castellani per l’indispensabile supporto che mi hanno dato e ringrazio chiaramente Mauro Longo (autore di giochi di ruolo per me fondamentale per la mia formazione) per aver creduto nel mio piccolo sogno. Come dice Mauro le nostre strade si sono incrociate in fiere ed eventi quando “Primi Re” era ancora un lupetto, ma ancora prima seguivo e disturbavo Mauro sulla pagina Facebook di quell’immenso gioco che è “Ultima Forsan”, gdr che mi ha insegnato tanto su quanto sia bello giocare con la storia dell’uomo.

Andando avanti nei secoli, la roma repubblicana si evolve. Nel mondo di Lex Arcana, questo “impero imperituro” è riuscito a sopravvivere grazie ai poteri divinatori… Mauro, raccontaci di più della roma imperiale che i giocatori possono vivere attraverso questo prodotto.

Lex Arcana è un gioco realizzato da Quality Games, con cui ancora collaboro stabilmente, e incarna “un altro tipo di fantastico romano” rispetto a Primi Re, anzi probabilmente il suo opposto: mentre il titolo di Matteo è selvaggio, primordiale, di stampo grandemente narrativo e di atmosfere horror, la Roma di Lex Arcana è al massimo del suo splendore e rappresenta il vertice della civiltà classica, quasi “umanistica” e sicuramente positiva nel suo slancio cosmopolita e civilizzatore.

E’ la Roma delle legioni splendenti, del senato potentissimo e della cultura mediterranea “globalizzata”, dove i mostri e i demoni da affrontare sono solo piccoli ostacoli da sconfiggere per rimarcare la gloria immortale dell’Impero Senza Fine.

Anche il regolamento di gioco è del tutto diverso: Lex Arcana 2a Edizione vanta il ritorno alle regole di Francesco Nepitello, Marco Maggi e Leo Colovini, con il supporto di Andrea Angiolino e diversi altri autori di gran rilievo, di fatto incarnando il vertice più alto mai raggiunto del game design italiano applicato al gioco di ruolo. Il sistema è un neotradizionale curatissimo ma leggero, con una complessità nascosta sorprendente e delle dinamiche di gioco che premiano moltissimo le scelte e i ragionamenti dei giocatori, anche dal punto di vista meccanico.

Il gioco è una riedizione dell’omonimo gioco di ruolo degli anni ’90. Quali innovazioni e accortezze ha richiesto un simile lavoro di revisione?

Lex Arcana 2a Edizione riprende la trovata geniale dei “punti dado”, già utilizzata nella prima versione, e che credo abbia avuto la sua definizione principale ad opera di Colovini e De Toffoli, due inarrivabili maestri del gioco italiano tout court. Pochi che non siano davvero attenti alle tematiche del game design se ne sono accorti, ma i punti dado rappresentano una rivoluzione stupefacente del gioco di ruolo, per non parlare dei tiri aperti poi utilizzati con grande successo anche da Savage Worlds.

A fronte di questa struttura di base già ottima e ancora oggi innovativa, la nuova edizione ha aggiunto molte opzioni e livelli scalari di complessità, con tutta una serie di opzioni che arricchiscono il gioco, le possibilità dei personaggi e il loro avanzamento.

Lex Arcana è stato un progetto di grande successo come Kickstarter ed è ora in finale per il Gioco di Ruolo dell’Anno. Come hai vissuto questa esperienza e da dove deriva un tale successo?

Per la nuova versione del gioco e il suo rilancio editoriale io mi sono occupato in particolare del modulo geografico dedicato all’Egitto, della realizzazione di alcune avventure, della curatela del libro Mysteries of the Empire I , della comunicazione e della gestione della community dei fan, perlomeno fino a un certo punto. Non sono quindi tra gli autori del regolamento né del piano editoriale in sé, che sono sicuramente gli elementi più importanti di questo splendido rilancio. 

Posso però dire di esser parte del team che ha seguito il progetto quasi dal giorno 1 e l’intera campagna crowdfunding, e quindi vedere finalmente tutti i piccoli problemi risolti, le scatole arrivate a destinazione e il gioco in finale al premio italiano più importante del settore è – anche per me – una grandissima soddisfazione. Nonostante quello che ne dicano alcuni detrattori, il Premio del GDRA di Lucca Comics & Games è infatti un riconoscimento fondamentale nel nostro paese, l’unico ad avere un giudizio e una formula riconosciuta alle spalle, nonché una ricaduta reale di mercato, nella diffusione e nelle vendite. La giuria è composta da esperti e gente dalle spalle larghe, che sa quello che fa, al di là delle minoranze rumorose dei social di riferimento. Naturalmente spero che Lex Arcana vinca e riprenda ufficialmente il posto che gli spetta nella scena del gioco di ruolo italiano, ma in ogni caso essere nella ristrettissima rosa dei finalisti è già una grande soddisfazione.

Se dovessi provare a motivare le ragioni di questo grande successo, direi: una qualità di produzione incredibile, anche grazie al partner italiano Need Games e allo straordinario comparto artistico messo in piedi; tematica, ambientazione, stile e focus di gioco accattivanti, perfettamente pensati, resi e comunicati; un regolamento che rappresenta il cutting edge del game design italiano, esposto con estrema semplicità ma in grado di sviluppare all’occorrenza una straordinaria complessità nascosta; una messe di materiali di gioco già disponibili dal lancio.

Un sentito ringraziamento a Matteo e Mauro. Primi Re è ora in Pre-Order qui!
Potete seguire le vicende di questi due splendidi giochi sulle pagine Facebook di Primi Re e di Lex Arcana.

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