La scienza di Final Fantasy 7

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Il capolavoro di Square Enix, dopo una lunghissima attesa, ritorna sui nostri schermi con una rinnovata veste grafica, un comparto tecnico fiammante e soprattutto un gameplay profondamente rivisitato, accostando alla tradizione ludica dei jrpg anni ’90 un comparto action ispirato ad altri capolavori Square (come ad esempio Kingdom hearts) in grado di fornire un’esperienza rinnovata per i giocatori di vecchia data e avvicinare il titolo anche ai più giovani.

Ma quali segreti scientifici nasconderà questo mondo a metà tra magia e tecnologia, animismo e invasioni aliene? Andiamo a scoprirlo assieme.

Mako Energy

All’inizio del gioco, i protagonisti sono membri dell‘AVALANCHE, un gruppo di eco-terroristi che tentano di porre fine alle attività della Shinra, una corporazione senza scrupoli che rifornisce di energia la città tramite i reattori Mako.
Questi reattori funzionano grazie alla “Mako Energy“, una fonte di energia che la Shinra estrae dal pianeta, di fatto indebolendolo, e che può avere effetti collaterali al contatto con gli esseri viventi come avvelenamento, mutazioni e morte.

Cosa vi ricorda? La Mako Energy è ovviamente un a metafora delle risorse del pianeta che, nel gioco, si comporta come un vero e proprio fluido vitale del mondo ma che ricorda moltissimo, nelle caratteristiche, l’energia nucleare.

Ma come funziona l’energia nucleare? E quali effetti negativi può avere sul corpo umano?

Energia Nucleare

Un atomo è formato da una nuvola elettronica e un nucleo.

La prima è formata da elettroni piccole particelle elettricamente cariche e “facilmente” separabili dal resto dell’atomo (è quello che accade, ad esempio, nei fulmini o nella corrente elettrica)

Il nucleo è invece composto a sua volta da due particelle di massa molto simile: i protoni hanno una carica elettrica opposta a quella degli elettroni e questa loro carica attira gli elettroni, riuscendo almeno in parte a vincolarli attorno al nucleo; i neutroni invece sono sprovvisti di carica elettrica. 

I nuclei atomici non sono immutabili: infatti, sotto le adeguate condizioni, possono unirsi, dividersi o “perdere pezzi”.

Di questi fenomeni, il più famoso è indubbiamente la fissione nucleare: la capacità di spezzare un atomo. Questo fenomeno è più facile e vantaggioso da ottenere nei nuclei atomici più pesanti, cioè quelli composti dal maggior numero di neutroni e protoni, come ad esempio l’Uranio.

Quando uno di questi nuclei viene diviso, solitamente mediante l’urto con una particella di sufficiente energia (per esempio un neutrone libero), esso si divide in due o più altri nuclei, la cui massa totale è inferiore a quella dell’atomo originale.

la reazione a fissione nucleare

Per fare un esempio, è come dividere 100 euro tra due persone e ritrovarsi con 49 euro e 99 a testa: dove sono finiti i due centesimi rimanenti? (Chi ce li ha presi? Le tasse? C’è forse un potere occulto? GOMBLODDO!).
Questa massa mancante, nota anche come difetto di massa, viene a trasformarsi in energia seguendo la famosa equazione di Einstein.
Questa equazione, essendo il termine “ci alla seconda” estremamente grande, implica che bastano piccolissime quantità di materia per generare energie molto elevate.

Lei

L’energia emessa dalla fissione nucleare è infatti suddivisa in varie forme: l’energia necessaria per far schizzare via le particelle ottenute, trasformabile in energia termica, l’energia delle radiazioni emesse e così via. Una buona parte di questa energia può essere recuperata e trasformata, in ultima analisi, nell’energia elettrica prodotta, ad esempio, dalle centrali nucleari.

Ovviamente, tutto ciò sarebbe inutile se si spezzasse un solo atomo: il suo effetto sarebbe praticamente impercettibile. Invece, parte dei prodotti della reazione è costituito da neutroni liberi che possono urtare altri atomi circostanti provocando in essi ulteriori fissioni.
Se si raggiunge una certa quantità di materiale, detta massa critica, il materiale entra in una reazione a catena di fissioni in grado di autosostenersi, permettendo ad esempio il funzionamento continuato di una centrale nucleare.

Missili e Meteoriti

L’energia Mako può essere cristallizzata in oggetti chiamati “Materia” che forniscono, nel gioco, abilità e magie ai personaggi. Alcuni di questi cristalli molto grandi, detti “Huge Materia“, possono racchiudere energie stratosferiche in maniera del tutto simile all’uranio arricchito usato in ambito nucleare nel mondo reale. Il parallelo è tale che, a un certo punto, si considererà l’opzione di utilizzare una tale fonte di energia per abbattere un meteorite caricando uno di questi cristalli su un missile.

Dove però il fenomeno della reazione a catena di una fissione nucleare, in una struttura civile, viene limitato e monitorato in modo da permettere una produzione sicura di energia per un periodo di tempo prolungato, in una bomba atomica si cerca di ottenere la fissione di tutto il materiale nel più breve tempo possibile, liberando rapidamente enormi quantità di energia.

Una bomba atomica come quella di Hiroshima è in grado di provocare un’ondata di calore che può raggiungere, inizialmente, i 6000°C, seguita da una terribile onda d’urto con venti a oltre 1500 km/h (300 km/h a un miglio di distanza), e infine, dalla ricaduta di materiale detto Fallout nucleare (dal quale prende il nome la famosa serie videoludica).

Infatti, moltissimi dei nuovi atomi formati dalla scissione delle sostanze originarie sono radioattivi: è questa loro proprietà che rende così pericoloso il fallout anche a distanza di anni. Ma cos’è la radioattività?

Radiazioni e Mutazioni

Un’ulteriore legame tra l’energia Mako e la radioattività è data dalle mutazioni che essa può generare, tant’è che in Final Fantasy 7 c’è un intero reparto di super-soldati Mako-modificati chiamati SOLDIER , di cui il più famoso è Sephiroth, che vengono potenziati proprio grazie a questa sostanza. Ma come funzionano queste mutazioni nel mondo reale, e perché avvengono?

Se un atomo ha un numero eccessivo di particelle, nello specifico uno squilibrio tra neutroni e protoni, cercherà di tramutarsi in una forma più stabile: questo fenomeno è detto decadimento radioattivo.

I decadimenti Alfa avvengono negli atomi più pesanti: vengono emessi interi nuclei di Elio, ovvero agglomerati di particelle formati da due protoni e due neutroni. Si tratta di particelle molto energetiche e responsabili delle reazioni a catena tipiche di reattori e bombe nucleari: tuttavia percorrono solo pochi centimetri in aria prima di essere frenate dalle molecole che le circondano.

I decadimenti Beta consistono nell’emissione di un elettrone o di un positrone, la sua antiparticella (si esatto, antimateria!) che presenta carica elettrica opposta. Queste particelle sono in grado di percorrere alcuni metri nell’aria ma vengono facilmente frenati da materiali solidi: assieme ad esse, viene emesso anche un’altra piccola particella innocua chiamata neutrino.

I decadimenti Gamma poi consistono nell’emissione di Raggi Gamma, radiazioni molto energetiche e penetranti che, avendo una probabilità estremamente bassa di interagire con ciò che attraversano, possono però percorrere chilometri prima di essere assorbiti e non costituire più un pericolo: per fermare queste radiazioni sono necessari schermi fatti con metalli pesanti come il piombo. Oltre ai raggi gamma, possono essere generati anche i più famosi e meno energetici raggi X.

Le radiazioni sono pericolose per gli esseri viventi poiché possono apportare delle modifiche al DNA durante la sua fase di riproduzione. La maggior parte delle cellule, infatti, ha un certo ciclo di vita e viene periodicamente rimpiazzata dal corpo: ad esempio quasi tutte le cellule umane vengono sostituite ogni sette anni circa.
Questi errori di copiatura possono generare cellule impazzite che, riproducendosi in maniera incontrollata, provocano quelli che poi diventeranno delle neoplasie, cioè dei tumori.

Tuttavia non tutti gli errori di riproduzione cellulare finiscono per provocare tali patologie: il corpo umano è infatti spesso colpito da tali errori, ma riesce a eliminare rapidamente le cellule impazzite.
Sebbene dunque vi siano fenomeni che rendono questi errori più probabili, come le radiazioni e varie abitudini insalubri, il motivo per cui il corpo umano riesca o meno ad eliminare in tempo tali cellule impazzite è ad oggi ancora ignoto.

Mostri famelici

Lo sfruttamento della Mako Energy viene spesso additato come la causa dell’esistenza di vari mostri nel mondo di Final Fantasy 7.

Non è detto però che tutti gli errori di riproduzione sfocino necessariamente in un tumore: un esempio pratico sono le mutazioni genetiche, variazioni del genoma che possono portare a nuovi tratti dell’individuo (o, più probabilmente, dei discendenti).

La mutazione genetica non è in se necessariamente positiva o negativa: l’attuale teoria in voga vede infatti l’evoluzione come un susseguirsi di differenziazione degli esseri viventi, dovute anche alle mutazioni, e di selezioni date da specifiche necessità.

Un tratto apparentemente inutile o svantaggioso può rivelarsi, nel giusto contesto, vincente e portare alla selezione di un determinato gruppo di individui (una “popolazione”) rispetto ad altri.
Un esempio pratico è l’anemia falciforme, una forma di mutazione dei globuli rossi che, nonostante porti degli svantaggi, fornisce tuttavia una protezione dalla malaria. Grazie a questa peculiarità, tale tratto è riuscito a sopravvivere fino ai giorni nostri.

Se però andiamo a vedere quali sono stati gli effetti del disastro di Chernobyl sulla flora e la fauna locali, vediamo conseguenze anche molto differenti.
La popolazione di uccelli, insetti e anfibi si è notevolmente ridotta a causa della contaminazione delle acque e del terreno, e molti animali negli anni immediatamente seguenti al disastro sono nati con deformità tutt’altro che vantaggiose (e pare che questo problema persista tuttora tra i volatili).

Tuttavia, altre popolazioni hanno dimostrato una resilienza maggiore: dopo i primi mesi, i mammiferi hanno ripreso il controllo della zona e i loro figli non mostrano particolari variazioni corporee (pur avendo un DNA fortemente alterato). Molte specie vegetali sono state appena toccate dal pericolo, e anche quelle animali inizialmente decimate sono ritornate dopo alcuni anni.
In sostanza queste creature (spesso più resistenti degli umani alla radiazioni a causa della maggiore semplicità dei loro sistemi vitali), pur avendo un DNA differente dai loro antenati, non mostrano mutazioni eclatanti e soprattutto… nessuna che somigli a degli enormi artigli o capacità paranormali!

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