Genitori di Ruolo – con Alessandro Savino

pubblicato in: Gioco ed Educazione | 0

Abbiamo parlato a lungo in questo sito, soprattutto con l’aiuto di Carmine Rodi e di Riccardo Taurisano, del potere educativo dei giochi. Abbiamo visto ambientazioni medievali storicamente accurate, altre per far riflettere sul futuro e interi giochi dedicati ai più piccoli.

Oggi vogliamo parlarne a tu per tu con Alessandro Savino di Genitori di Ruolo, un gruppo di persone che ha abbracciato il gioco di ruolo come parte integrante del loro rapporto con i figli e della formazione dei più giovani in generale, cercando di diffondere la cultura del Gioco di Ruolo a tutte le età.

Ciao Alessandro, parlaci di te e di come ti sei appassionato a questo mondo.

Ciao Gianmario. Sono davvero onorato di questa chiacchierata.
Beh, io ho iniziato a giocare di ruolo all’età di 8 anni, quando un mio compagno di classe mi disse che aveva trovato questi libri fantastici e cercava qualcuno con cui condividere quest’esperienza. Poiché a me piaceva disegnare e adoravo i racconti mitici e fantastici, mi ci sono buttato dentro e così ho scoperto D&D. Da lì, è stato un crescendo, cercando sempre nuove persone con cui giocare e nuovi giochi da provare.

Comunque, io vivo in una piccola provincia al nord e fino a quando non ho potuto spostarmi per l’università, conoscere le persone giuste e partecipare a fiere ed eventi è stato difficile uscire dalla mia zona sicura. Ma da bravo avventuriero, appena ho avuto l’occasione, vuoi i mezzi, la maturità e anche l’uso della rete, il mondo è diventato davvero più grande, più interessante e pieno di possibilità.

Da lì ho iniziato a spostarmi e incontrare persone davvero toste, con cui confrontarmi e divertirmi parecchio, che mi hanno dato tanto e a cui spero di aver lasciato pure io qualcosina.

Poi tornato nella mia terra natale per lavoro, ho ripreso i contatti con alcuni vecchi giocatori dei tempi del liceo e siamo tornati a ruolare duro, tutte le settimane, e abbiamo fondato la Adventurers League locale, altri eventi di gdr organizzato e infine, con alcuni nuovi elementi, abbiamo creato Genitori di Ruolo.

Cos’è Genitori di Ruolo e quali sfide si pone?

Genitori di Ruolo (o GeDR) è un gruppo di amici amanti del GdR nato nel 2019 ed è in continua crescita ed evoluzione, come i soggetti a cui si rivolge principalmente: i bambini. Nasce dall’incontro con Roberto e Omar, ragazzi che ho incontrato alla League e come me appassionati di giochi di ruolo, con cui ho anche in comune la paternità.

Io ho una bimba, Arianna, che oggi ha due anni e tre mesi e volevo arrivare al giorno in cui mi avrebbe chiesto di giocare assieme preparato.
Quindi l’obiettivo era parlare di GdR a genitori e non solo, sensibilizzare le persone a lasciar giocare i bambini per divertirsi e allo stesso tempo crescere con tutti quei valori universali riconosciuti da chi gioca e che educatori, psicologi e professionisti della crescita promuovono costantemente. Ovviamente, io non rientro in quella categoria professionale, ma mi occupo di organizzazione, gestione e progetti, quindi volevamo creare qualcosa che potesse allargarsi e fosse a disposizione di tutti

Da lì, il concetto si è espanso: il Genitore di Ruolo non deve essere per forza genitore nella vita reale: un GeDR è una persona che vuole far giocare di ruolo un bambino, accompagnandolo nella crescita come una madre o un padre fa con un figlio… ovviamente nel mondo dei GDR.

Quindi noi consideriamo facenti parte della categoria tutti quelli che fanno giocare i bambini, come narratori o come giocatori di supporto a quei ragazzini che si lanciano a fare i narratori. È vero che la pagina l’abbiamo creata noi, con l’aiuto di Luca, nostro amico grafico (e attualmente senza figli), ma tutti possono essere Genitori di Ruolo.
Lo scopo del nostro gruppo e della nostra pagina è dare supporto a tutti quelli che hanno bisogno di una mano per approcciarsi al gioco con figli, nipoti o in eventi dove possono arrivare al tavolo dei minori.

Raccontaci dell’esperienza dei ragazzi con i giochi di ruolo: quali benefici avete potuto apprezzare?

Beh possiamo dire che ci siamo approcciati con occhio analitico a eventi, pomeriggi a scuola e al nostro progetto Ruolando s’impara. Oltre a proporre delle sessioni one shot, abbiamo cercato di valutare l’evoluzione dei ragazzi durante sessioni ripetute.
Abbiamo visto la facilità con cui facevano gruppo, cercando di capire quali tasti premere durante le avventure per velocizzare il processo.

Abbiamo visto le barriere sciogliersi: bambini un po’ bulletti aiutare chi era più timido e quelli più capricciosi smettere gradualmente di cercare di stare al centro dell’attenzione per favorire le dinamiche di gruppo.
Abbiamo cercato di insegnare loro il valore delle regole e favorire il gioco di squadra, ottenendo ottimi risultati che abbiamo potuto riscontrare dai commenti dei genitori nelle settimane successive alle sessioni.
Infine, abbiamo avuto genitori e bambini contenti di queste esperienze, che non vedono l’ora di tornare al tavolo a far tirare dadi insieme a nuovi amici.

Il nostro primo vero progetto, Ruolando s’impara, promosso da Azzurra Onlus ha visto due piccole campagne multitavolo per un totale di 50 bambini. E la richiesta è stata così elevata, che abbiamo dovuto aggiungere altre 3 date nei prossimi mesi, nonostante un calendario di eventi davvero difficile.
Quindi, se lo posso dire, il beneficio maggiore che ho potuto apprezzare oggi come oggi, è la voglia di mettersi in gioco da parte dei bambini e di voler condividere avventure nuove non solo con i loro amici stretti, ma con tutti, senza limiti di genere o età.
E quando vedi il bulletto di turno diventare un affezionato dei tuoi eventi e difensore dei più deboli (oltre che correttore di schede personaggio, per rendere più facile agli altri giocare), sono davvero soddisfazioni!

I GDR adatti ai più giovani sono un’aggiunta relativamente recente: quali difficoltà avete osservato nei ragazzi quando si approcciavano ai GDR e come siete venuti loro incontro?

Noi abbiamo provato diversi giochi. Ma io credo in una cosa: non è tanto il regolamento a ergersi a barriera per i più giovani, quanto il modo in cui glielo si spiega.
Riuscire a ridurre ai minimi termini le regole e farle diventare un mezzo per giocare e divertirsi è importante. Capisco che imparare da solo D&D a 8 anni non sia da tutti, oggi come oggi, ma con i dovuti accorgimenti, la maggior parte dei giochi è fruibile per molti bambini, almeno dalla terza elementare in su. Magari alcuni non per i temi affrontati, ma generalmente la cosa importante è fare in modo che anche il bambino si debba impegnare un poco nella scoperta del regolamento.

Di nostro, ci siamo affidati a una psicologa, Antonia Pellegrino, per cercare di avvicinarci alla loro sensibilità e di approcciarci ai bimbi con più facilità, annullando pregiudizi e posizioni di superiorità dettati da età ed esperienza. Successivamente abbiamo testato diverse tecniche di narrazione usando l’unico regolamento che era famigliare per tutti: D&D 5° Ed. Il risultato è stato molto soddisfacente: i bambini imparano presto e gradualmente quello che serve loro, ma spesso vogliono sapere di più e vogliono imparare.

Questo lo dico perché durante il primo nostro doposcuola, abbiamo giocato con 21 bambini allo starter set della Quinta Edizione e alla fine della mini campagna, i bambini stessi ci hanno aiutato a rendere le schede più fruibili per i giocatori futuri e insieme abbiamo rivisto alcune regole che potevano essere rimosse senza creare scompensi nel gioco.

Stiamo sempre testando i giochi, alcuni creati apposta per loro, ma ritengo che la prima cosa importante sia capire il regolamento per riuscire a farlo assorbire in modo naturale ai bambini. E poi fissare lo scopo del gioco: divertirsi assieme, passare il tempo con i propri amici e i propri familiari e creare bei momenti condivisi!

Ringraziamo Alessandro e vi invitiamo a seguire la pagina facebook di Genitori di Ruolo

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