Vita dopo la Bomba pt. III – Mutazioni

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ATTENZIONE: QUESTO ARTICOLO TRATTA TEMI CRUDI E LEGATI ALLA FISICA DIETRO AD ALCUNE PATOLOGIE LETALI E DIFFUSE AL GIORNO D’OGGI. NON LEGGERE SE PENSI CHE DETERMINATI ARGOMENTI POTREBBERO URTARE LA TUA SENSIBILITA’. EDUPLAY NON E’ UN PROGETTO DI NATURA MEDICA E NON SI PRENDE LA RESPONSABILITA’ DI EVENTUALI SUPERFICIALITA’ SUL FUNZIONAMENTO DI DETERMINATE PATOLOGIE CHE POTREBBERO EMERGERE DA QUESTO ARTICOLO.

Questo articolo è il terzo di una serie di tre: trovate quì i precedenti due.

PARTE I – ENERGIA NUCLEARE

PARTE II – RADIAZIONI

RADIAZIONI ASSORBITE

Il Contatore Geiger di Metro Exodus

Ci sono due principali unità di misura della radioattività assorbita: il Gray e il Sievert.

Il Gray è l’unità di misura della dose assorbita di radiazioni pari alla quantità di energia (dovuta alla radiazione) assorbita diviso la massa: raddoppiando l’energia assorbita, raddoppieranno i Gray, mentre raddoppiando la massa i Gray dimezzeranno.

Per fare un esempio, la dose assorbita da un soggetto a causa di un esame a raggi X corrisponde a qualche milligray (cioè millesimi di Gray). Se però la dose assorbita cresce raggiungendo alcune Gray, ad esempio a causa di esposizione a materiale radioattivo, è possibile sviluppare un terribile avvelenamento da radiazioni.

Si tratta di un pericolo infido in quanto dopo una reazione iniziale, i sintomi riappaiono a giorni o settimane di distanza in una fase acuta che può rivelarsi letale.

Questa sindrome presenta numerosi sintomi e una gravità crescente in base alle radiazioni assorbite: ad esempio, tra gli 0.2 e 1 Gray si avranno effetti minori come mal di testa e l’indebolimento del sistema immunitario. Quest’ultimo diventa sempre più grave tanto più aumentano le radiazioni assorbite.

Già tra i 2 e i 3 Gray vi sono nausea, diarrea, febbre e una successiva caduta di peli in tutto il corpo: la mortalità sale dal 35% fino al 90% per esposizioni di 6 Gray, soprattutto a causa di infezioni ed emorragie interne.

Dopo questa quantità di radiazione assorbita, la morte è praticamente certa e una maggiore esposizione non fa che accelerare il fenomeno: durante la seconda fase acuta, la distruzione del midollo osseo e dei vari tessuti interni provocano rapidamente il decesso.

Accanto agli effetti a breve termine, le radiazioni possono anche provocare danni a lungo termine in forma di sviluppo di tumori: per determinare questo secondo tipo di pericolo si usa la Dose Equivalente, la cui unità di misura è il Sievert.

Un Sievert è pari a un Gray moltiplicato per un fattore di pericolosità che dipende dal tipo di radiazione e dalla parte del corpo irradiata: ad esempio, una radiazione che colpisce lo stomaco sarà fino a dodici volte più pericolosa di una che colpisce solo la pelle, e allo stesso modo un nucleo Alfa (introdotto nel precedente articolo che trovate quì) sarà 20 volte più pericoloso di un raggio Gamma. Si considera che il rischio di insorgenza tumorale dovuto alle radiazioni aumenti del 5,5% (relativo) ogni Sievert assorbito.

NEOPLASIE E MUTAZIONI

Le radiazioni sono pericolose per gli esseri viventi poiché possono apportare delle modifiche al DNA durante la sua fase di riproduzione. La maggior parte delle cellule, infatti, ha un certo ciclo di vita e viene periodicamente rimpiazzata dal corpo: ad esempio quasi tutte le cellule umane vengono sostituite ogni sette anni circa.
Questi errori di copiatura possono generare cellule impazzite che, riproducendosi in maniera incontrollata, provocano quelli che poi diventeranno delle neoplasie, cioè dei tumori.

Tuttavia non tutti gli errori di riproduzione cellulare finiscono per provocare tali patologie: il corpo umano è infatti spesso colpito da tali errori, ma riesce a eliminare rapidamente le cellule impazzite.
Sebbene dunque vi siano fenomeni che rendono questi errori più probabili, come le radiazioni e varie abitudini insalubri, il motivo per cui il corpo umano riesca o meno ad eliminare in tempo tali cellule impazzite è ad oggi ancora ignoto.

Non è detto però che tutti gli errori di riproduzione sfocino necessariamente in un tumore: un esempio pratico sono le mutazioni genetiche, variazioni del genoma che possono portare a nuovi tratti dell’individuo (o, più probabilmente, dei discendenti).

La mutazione genetica non è in se necessariamente positiva o negativa: l’attuale teoria in voga vede infatti l’evoluzione come un susseguirsi di differenziazione degli esseri viventi, dovute anche alle mutazioni, e di selezioni date da specifiche necessità.

Un tratto apparentemente inutile o svantaggioso può rivelarsi, nel giusto contesto, vincente e portare alla selezione di un determinato gruppo di individui (una “popolazione”) rispetto ad altri.
Un esempio pratico è l’anemia falciforme, una forma di mutazione dei globuli rossi che, nonostante porti degli svantaggi, fornisce tuttavia una protezione dalla malaria. Grazie a questa peculiarità, tale tratto è riuscito a sopravvivere fino ai giorni nostri.

BESTIE FAMELICHE

Ma quali terribili mutazioni potrebbe portare un disastro nucleare come quello di Chernobyl?
Forse, non quelle che ci aspetteremmo da un gioco post-apocalittico!
Se andiamo a vedere quali sono stati gli effetti del disastro di Chernobyl sulla flora e la fauna locali, vediamo conseguenze anche molto differenti.
I primi anni successivi al disastro hanno avuto degli effetti evidentemente negativi: la popolazione dei pini locali ha perso il suo pigmento verde, diventando la cosiddetta “foresta rossa”, e si è successivamente seccata.
La popolazione di uccelli, insetti e anfibi si è notevolmente ridotta a causa della contaminazione delle acque e del terreno, e molti animali negli anni immediatamente seguenti al disastro sono nati con deformità tutt’altro che vantaggiose (e pare che questo problema persista tuttora tra i volatili).
Tuttavia, altre popolazioni hanno dimostrato una resilienza maggiore: dopo i primi mesi, i mammiferi hanno ripreso il controllo della zona e i loro figli non mostrano particolari variazioni corporee (pur avendo un DNA fortemente alterato). Molte specie vegetali sono state appena toccate dal pericolo, e anche quelle animali inizialmente decimate sono ritornate dopo alcuni anni.
In sostanza queste creature (spesso più resistenti degli umani alla radiazioni a causa della maggiore semplicità dei loro sistemi vitali), pur avendo un DNA differente dai loro antenati, non mostrano mutazioni eclatanti e soprattutto… nessuna che somigli a degli enormi artigli o capacità paranormali!

Certo, non possiamo sapere cosa potrebbe accadere se un disastro atomico sconvolgesse l’intera faccia del pianeta, ma magari potremmo trovarci semplicemente… molti più animali attorno, come accade ora nella zona di chernobyl dove, a causa dell’allontanamento dell’uomo, molte specie animali hanno ripopolato l’area.

BONUS: Cosa giocare?

Se vi piace l’ambientazione post-apocalittica, il titolo videoludico più famoso è indubbiamente Fallout, anche se diversi titoli nel corso degli anni hanno calcato queste orme, come per esempio i recenti Far Cry: New Dawn, Rage, Metro, per non parlare di Mad Max.
Se cercate un’esperienza più “realistica”, la serie di S.T.A.L.K.E.R. abbraccia a tutto campo il problema, riportandovi ad esempio nella zona di Chernobil.
Infine, se vi piacciono i giochi di ruolo (e, se non lo avete già fatto, vi invito a provarli!), ci sono varie opzioni: la più famosa è indubbiamente Apocalypse World, capostipite dei cosiddetti “powered by the apocalypse”.
Se però volete supportare un progetto italiano, non posso che consigliarvi l’Ultima Bomba!
L’ultima bomba usa lo stesso regolamento dell’Ultima Torcia (di cui potete trovare materiale quì) portandovi però in una versione fantasy della Vita dopo la Bomba. Riuscirete a sopravvivere in questo mondo inospitale?
L’Ultima Bomba è atteso per Lucca Comix 2019, potete restare aggiornati seguendo la sua pagina Facebook.

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